intolleranze alimentari

Al giorno d’oggi le intolleranze alimentari sono sempre più diffuse, a causa di disturbi di origine genetica e abusi legati a un’alimentazione fortemente industrializzata, non sempre equilibrata nel consumo di alcune sostanze. Sebbene basti sospendere l’ingestione di tali alimenti per evitare qualsiasi controindicazione, non sempre esistono dei test specifici, quindi è importante seguire la tecnica dell’isolamento e scoprire quanto prima l’eventuale presenza di queste disfunzioni alimentari. Ecco quali sono le intolleranze più comuni.

Intolleranza ai pomodori

Una delle intolleranze alimentari più diffuse è quella ai pomodori, sebbene la maggior parte delle persone colpite non sia a conoscenza di tale problematica. Le cause sono di norma riconducibili agli alcaloidi, sostanze che in alcuni casi possono creare irritazioni all’apparato digestivo, con disturbi più o meno forti. Inoltre alcune persone sono particolarmente soggette ai pomodori crudi, mentre altre segnalano la difficoltà anche nella digestione di quelli cotti, all’interno di salse e passate.

Secondo le informazioni sui sintomi dell’intolleranza al pomodoro riportati su vivoaltop.com, i segnali che possono indicare la presenza di questa disfunzione alimentare sono principalmente il mal di stomaco, la nausea, il vomito e una diffusa condizione di gonfiore addominale. Di solito basta rimanere circa 2 settimane senza consumare pomodori per sentirsi subito meglio, dopodiché è consigliabile reintrodurre questo ortaggio con moderazione, limitandone fortemente il consumo oppure nelle situazioni più gravi eliminandolo del tutto.

Intolleranza al lattosio

Tra i disturbi alimentari più comuni c’è senza dubbio l’intolleranza al lattosio, legata a cause di tipo ereditario o all’assunzione eccessiva tipica nell’alimentazione occidentale moderna. In particolare il lattosio è uno zucchero contento all’interno del latte, il quale dopo l’ingestione deve passare per un processo di scomposizione, affinché l’organismo sia in grado di suddividere il lattosio nel galattosio e nel glucosio attraverso la lattasi.

Se il corpo non produce abbastanza lattasi è possibile riscontrare una condizione di intolleranza al lattosio, che comprende tutti i derivati come il formaggio e gli alimenti che contengono latte, tra cui biscotti e dolci. I sintomi più frequenti sono vomito, diarrea, flatulenza e dolori addominali, perciò è necessario sospendere il consumo di latte e alimenti derivati. Nelle forme meno acute, dopo un periodo di depurazione, è possibile riprendere il consumo di tali prodotti in maniera occasionale e limitata.

Intolleranza al glutine

Negli ultimi anni sempre più persone sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta all’interno del grano, quindi presente in alimenti come pane, pizza, pasta e dolci. La conseguenza in questi casi è una forte irritazione delle pareti intestinali, dunque piuttosto localizzata rispetto ad altri tipi di intolleranze, tuttavia basta eliminare il glutine dalla propria dieta per evitare qualsiasi fastidio e malessere in maniera immediata.

I sintomi dell’intolleranza al glutine sono soprattutto diarrea e costipazione, perciò in queste situazioni è necessario effettuare degli appositi test per verificare la presenza di tale disturbo alimentare. La soluzione prevede di seguire un’alimentazione per celiaci, acquistando alimenti senza glutine, oppure realizzando prodotti fatti in casa comprando delle apposite farine per persone affette da celiachia, usufruendo tra l’altro anche di un supporto economico da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Intolleranza ai crostacei

Nonostante sia meno comune rispetto all’intolleranza al lattosio, ai pomodori e al glutine, anche la difficoltà nella digestione dei crostacei è abbastanza presente nel nostro Paese, colpendo migliaia di persone che non possono consumare questi alimenti. In particolare si tratta quasi sempre di una vera e propria allergia alimentare, che coinvolge gamberi, granchi, aragoste, scampi, mazzancolle e qualsiasi altro tipo di crostaceo.

Per quanto riguarda i sintomi possono manifestarsi situazioni di indigestione, vomito, diarrea, crampi allo stomaco e persino nelle condizioni più gravi difficoltà respiratorie. L’unico modo per evitarlo è non mangiare crostacei, togliendoli completamente dalla dieta, inoltre bisogna molta attenzione agli alimenti che possono contenere tracce di crostacei, leggendo sempre attentamente le etichette dei prodotti confezionati.

Intolleranza alle noci

Tra le intolleranze alimentari più diffuse c’è quella alle noci, che può riguardare soltanto questo alimento oppure vari tipi di frutta secca. I sintomi più comuni sono dolori addominali, coliche e un gonfiore che può manifestarsi sul volto, fino a un’accelerazione dei battiti cardiaci e a delle vere e proprie crisi respiratorie. La velocità con cui emergono i sintomi fornisce un’idea della gravità dell’intolleranza, infatti se dopo pochi minuti si inizia a stare male è importante prendere provvedimenti immediatamente.

Purtroppo si tratta di un disturbo difficile da controllare, in quanto la frutta secca è presente in tantissimi alimenti, perciò è indispensabile leggere sempre le etichette ed evitare anche i prodotti che riportano diciture come “lavorato in stabilimenti che usano anche noci e mandorle”. Anche se l’alimento in sé non contiene arachidi, potrebbero essere presenti delle tracce potenzialmente pericolose, soprattutto per una persona con una grave intolleranza alle noci e alla frutta secca.

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