Truffe cibo biologico

Come sempre esiste chi si approfitta del grande successo di alcuni movimenti, come sta succedendo per il settore del biologico. Comprare veri alimenti biologici sta diventando estremamente difficile, non solo perché sono in agguato le classiche truffe, alimenti normali camuffati da prodotti bio, ma anche per la presenza di un grande problema legato alle importazioni.

Ovviamente l’Italia non è in grado di produrre tutti gli alimenti biologici, necessari per soddisfare la domanda interna in continua crescita. Ciò porta molte aziende a ricorrere alle importazioni, soprattutto di materie prime per realizzare prodotti lavoaìrati e semi-lavorati. Tuttavia le legislazioni in materia sono molto differenti tra i vari Paesi, sia all’interno dell’Europa che specialmente nel resto del mondo.

Per questo motivo è possibile acquistare cibi completamente biologici, provvisti delle certificazioni previste dalle normative di legge, che di fatto di bio non hanno proprio nulla. La criticità risiede spesso nelle leggi dei paesi di produzione, che in molti casi sono decisamente meno severe rispetto a quelle italiane, allargando la maglia delle sostanze chimiche utilizzabili nell’agricoltura biologica. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il problema dei pesticidi negli alimenti biologici

Il rischio maggiore, quando si acquistano prodotti bio provenienti dall’estero, è la presenza di pesticidi vietati nelle coltivazioni UE e italiane. Già la regolamentazione europea non è così severa in materia, infatti quella in vigore in Italia è in assoluto la migliore di tutta la UE, perciò è evidente come un grano o caffè coltivati in Asia o in Sud America non possano fornire la stessa sicurezza, se paragonati con gli alimenti prodotti nel nostro Paese.

Eppure alcuni prodotti non possono essere coltivati in Italia, come ad esempio le banane, l’ananas, il mango o la papaya, quindi chi vuole mangiare tali alimenti è costretto a ricorrere alle importazioni. C’è da fidarsi del biologico estero? La risposta purtroppo è no, almeno nella maggior parte dei casi. Non basta controllare le etichette, poiché spesso tali prodotti sono in regola con le certificazioni locali.

Il problema sono proprio le normative di alcuni Paesi, che ad esempio ammettono ancora l’utilizzo di pesticidi come il rame o il bromuro di etile, sostanze altamente tossiche per l’organismo umano. Ciò è comune in alimenti come il riso, i pomodori, i cereali in genere, le olive e tantissimi altri prodotti bio, che purtroppo non è possibile produrre in Italia per la mancanza oggettiva della capacità sufficiente a soddisfare l’altissima domanda di cibo biologico.

Come scegliere gli alimenti biologici importati

Per seguire un’alimentazione realmente biologica, basata sul consumo di prodotti bio certificati, provenienti da coltivazioni controllate, bisogna cercare di rifornirsi dai piccoli produttori locali. Si tratta dell’unica soluzione per evitare truffe e raggiri sui cibi bio, soprattutto quando sono importati da Paesi in cui le legislazioni risultano decisamente blande.

Ovviamente cio non significa che non si possono mangiare banane, ananas e riso cinese, ma dovrebbero rappresentare una parte marginale della propria dieta quotidiana, che andrebbe basata invece su prodotti locali a Km 0. In questo modo si possono ottenere due risultati, incentivare la produzione locale e le piccole aziende a conduzione familiare, dall’altra assicurarsi sull’origine degli alimenti e il rispetto delle severe leggi italiane.

Nel nostro paese esistono delle normative che regolano i criteri di importazione, tra cui il regolamento CE 1235/08, di cui riportiamo un link al teso integrale in fondo all’articolo. Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo esegue comunque alcuni controlli a campione, tramite enti certificatori terzi autorizzati a svolgere tale servizio.

Tuttavia la quantità di prodotti biologici importati è gigantesca, perciò appare evidente come sia letteralmente impossibile effettuare verifiche precise su tutta la merce in entrata nel nostro Paese. Per questo motivo consigliamo nuovamente di ridurre il consumo di alimenti e cibi importati, preferendo laddove possibile prodotti locali e nostrani, alimenti biologici coltivati, lavorati e commercializzati in Italia, soprattutto nelle vicinanze della propria zona di residenza.

Approfondimenti:

Cicolare importazione prodotti biologici Ministero politiche agricole

Regolamento CE 1235/2008

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