PORTO VENERE. Non una semplice cena a tema, ma un percorso che prova a tenere insieme paesaggio, pratiche agricole e cucina locale. Domenica 22 marzo 2026 Porto Venere ospiterà “Benvenuta Primavera!”, appuntamento promosso con Slow Food La Spezia Golfo dei Poeti e Osterie d’Italia che unirà una passeggiata naturalistica agli Orti del Timone e una cena all’Antica Osteria del Carugio, in un racconto che parte dalla terra e arriva nel piatto.

La cornice non è secondaria. Porto Venere rientra infatti nel sito UNESCO che comprende anche Cinque Terre, Palmaria, Tino e Tinetto, descritto dal World Heritage Centre come un paesaggio culturale di eccezionale valore, modellato nei secoli dal rapporto continuo tra comunità, coltivazioni terrazzate, borghi e mare. In questa chiave, un evento costruito intorno a ulivi, muretti a secco ed erbe spontanee non appare come un elemento decorativo, ma come una proposta perfettamente coerente con l’identità storica del territorio.

Il primo momento della giornata inizierà alle 14 con una camminata guidata da un’erborista tra gli oliveti di Porto Venere. La formula scelta punta sulla scoperta diretta di fiori ed erbe spontanee e sulla raccolta stagionale, trasformando l’uscita in un’esperienza di osservazione del paesaggio e di lettura concreta della biodiversità locale. A rendere l’iniziativa particolarmente credibile è il luogo in cui si svolge: gli Orti del Timone vengono presentati dal ristorante come un terreno di circa 8 mila metri quadri, completamente terrazzato secondo la tradizione ligure, con muretti a secco, circa 420 olivi e coltivazioni stagionali che convivono sotto gli alberi.

Non è un dettaglio secondario nemmeno il fatto che, proprio in quegli orti, vengano raccolte salvia, rosmarino, timo, maggiorana ed erbette spontanee utilizzate nella cucina della casa. Questo passaggio rende il senso dell’evento molto più forte dal punto di vista giornalistico: ciò che i partecipanti incontreranno durante la passeggiata non resterà confinato nel racconto del pomeriggio, ma troverà un seguito gastronomico immediato nella cena serale. È il classico caso in cui l’esperienza non viene “ambientata” nel territorio, ma nasce davvero da esso.

Alle 18.45 il programma si sposterà all’Antica Osteria del Carugio, dove è prevista una cena dedicata ai sapori di stagione. Il menu annunciato ruota attorno a una grammatica profondamente ligure: pane e olio di Portovenere, prebugiun di marzo, gattafin con erbette raccolte sotto gli olivi, pansoti con salsa di noci al mortaio, calamari con crema di zucca e timo, fino a un dessert costruito attorno all’olio extravergine della casa. Ne esce una sequenza di piatti che lavora su un doppio registro, da una parte la riconoscibilità della tradizione, dall’altra la valorizzazione di un prodotto interno che diventa firma gastronomica del progetto.

L’olio, in effetti, è uno degli elementi più interessanti dell’intera iniziativa. Il Timone racconta il proprio extravergine come prodotto ottenuto dalle olive degli Orti del Timone, raccolte precocemente quando sono ancora quasi verdi e frante a freddo per preservarne profumo, acidità e longevità. La materia prima arriva da cultivar liguri e locali, tra cui Razzola, Lantesca e Pignola di Porto Venere, descritta come una varietà tipica che conferisce eleganza al profilo dell’olio. In altre parole, il condimento che compare nel menu non è un semplice accompagnamento, ma uno degli strumenti con cui il luogo si racconta.

Anche la scelta dei piatti contribuisce a dare spessore all’evento. Il prebugiun, nella tradizione ligure, è legato proprio all’universo delle erbe spontanee e dei ripieni vegetali, mentre i pansoti con salsa di noci rappresentano uno dei passaggi più identitari della cucina di Levante. Inserire queste preparazioni in un appuntamento costruito attorno a una raccolta botanica non serve solo a evocare “tipicità”, ma a rendere leggibile al pubblico il filo che unisce conoscenza del territorio e memoria culinaria. È questa continuità, oggi non scontata, a rendere la proposta più densa rispetto a molte altre iniziative di richiamo primaverile.

La collaborazione con Slow Food rafforza ulteriormente il quadro. Le attività della condotta La Spezia Golfo dei Poeti raccontano infatti un’attenzione consolidata ai temi del cibo come fatto culturale, della relazione con il territorio e della partecipazione delle comunità locali. Parallelamente, la galassia di Osterie d’Italia continua a essere uno dei riferimenti nazionali più riconoscibili quando si parla di cucina territoriale, biodiversità e valorizzazione dei produttori. Per questo l’evento del 22 marzo si presenta come qualcosa di più di un appuntamento conviviale: è un piccolo dispositivo culturale che usa la primavera come occasione per riportare al centro pratiche, sapori e paesaggi che rischiano spesso di essere raccontati solo in modo turistico.

In un momento in cui molte località costiere iniziano a prepararsi alla nuova stagione puntando soprattutto sul calendario turistico, Porto Venere sceglie dunque una strada più radicata e meno standardizzata. “Benvenuta Primavera!” lavora sul tempo lento della salita agli orti, sul gesto della raccolta, sul valore dei terrazzamenti e su una tavola che non separa il gusto dalla provenienza degli ingredienti. È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: non offre solo un’occasione di svago, ma una forma di esperienza locale autentica, leggibile e condivisibile anche da chi guarda al territorio con interesse culturale oltre che gastronomico.

L’appuntamento è aperto anche a chi desidera partecipare a una sola parte della giornata. Le informazioni diffuse nella locandina indicano la passeggiata naturalistica alle 14 e la cena alle 18.45, con vini di Santa Caterina di Kihlgren e prenotazioni ai recapiti di Gabriella e Antonella già comunicati dagli organizzatori.

Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i recapiti indicati dagli organizzatori: Gabriella 338 7576981, Antonella 347 2601008, 0187 790617.